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	<title><![CDATA[NoELab.com: All site Medias]]></title>
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  <pubDate>Tue, 03 Apr 2012 23:23:02 +0200</pubDate>
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  <title><![CDATA[Volturara Irpina -VIA CRUCIS trailer 2012]]></title>
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  <pubDate>Tue, 03 Apr 2012 22:08:11 +0200</pubDate>
  <link>http://www.ted.com/talks/lang/en/kevin_allocca_why_videos_go_viral.html</link>
  <title><![CDATA[Kevin Allocca: Why videos go viral]]></title>
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  <pubDate>Tue, 03 Apr 2012 22:08:06 +0200</pubDate>
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  <title><![CDATA[Kevin Allocca: Perché i video diventano virali]]></title>
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  <pubDate>Fri, 24 Feb 2012 03:58:20 +0100</pubDate>
  <link>http://www.youtube.com/watch?v=TBRy3QrRGFI</link>
  <title><![CDATA[What is the Happiness Advantage? by Shawn Achor]]></title>
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  <pubDate>Fri, 24 Feb 2012 03:48:22 +0100</pubDate>
  <link>http://www.ted.com/talks/lang/it/shawn_achor_the_happy_secret_to_better_work.html</link>
  <title><![CDATA[Shawn Achor: Il felice segreto per lavorare meglio]]></title>
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  <pubDate>Fri, 24 Feb 2012 03:47:55 +0100</pubDate>
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  <title><![CDATA[Shawn Achor: The happy secret to better work]]></title>
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  <pubDate>Sat, 18 Feb 2012 14:59:54 +0100</pubDate>
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  <title><![CDATA[Peter van Uhm: Why I chose a gun]]></title>
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  <guid isPermaLink='true'>http://www.noelab.com/medias/view/23667/peter-van-uhm-perch-ho-scelto-un-fucile</guid>
  <pubDate>Sat, 18 Feb 2012 14:59:31 +0100</pubDate>
  <link>http://www.ted.com/talks/lang/it/peter_van_uhm_why_i_chose_a_gun.html</link>
  <title><![CDATA[Peter van Uhm: Perché ho scelto un fucile]]></title>
  <description><![CDATA[<p>Trascrizione integrale del testo :<br />
In qualità di comandante supremo delle forze militari olandesi, con truppe stanziate in tutto il mondo, mi sento davvero onorato di essere qui oggi. Quando mi guardo intorno in questa sala di TEDxAmsterdam, vedo un pubblico molto speciale. Siete voi il motivo per cui ho deciso di aderire all'invito di venire qui oggi.</p>
<p>Quando mi guardo intorno vedo persone che vogliono dare il proprio contributo, persone che desiderano costruire un mondo migliore, attraverso scoperte scientifiche, creando fantastiche opere d'arte, scrivendo articoli di critica o libri ispiratori, oppure avviando attività sostenibili. E tutti voi avete scelto gli strumenti più adatti alla realizzazione della missione per creare un mondo migliore. Alcuni scelgono di usare un microscopio. Altri la danza o la pittura, o la musica, come abbiamo appena ascoltato. Alcuni la penna. Altri usano lo strumento del denaro.</p>
<p>Signore e signori, io ho fatto una scelta diversa. Grazie. Signore e signori -- (Risate) (Applausi) Io condivido i vostri obiettivi. Gli obiettivi degli oratori che hanno parlato da questo palco. Non ho scelto di usare la penna, il pennello, la telecamera. Io ho scelto questo strumento. Ho scelto il fucile.</p>
<p>Per voi, e lo avete già sentito, stare così vicini a quest'arma non rende tranquilli. E forse spaventa. Un vero fucile a pochi metri di distanza. Fermiamoci un attimo e osserviamo da vicino questo disagio. Lo potreste perfino sentire. Apprezziamo il fatto che forse gran parte di voi non ha mai visto un fucile da vicino. Ciò vuol dire che l'Olanda è una nazione pacifica. L'Olanda non è in guerra con nessuno. Significa che non c'è bisogno che i militari sorveglino le nostre strade. I fucili non fanno parte della nostra vita. In molti paesi è diverso. In molti paesi le persone conoscono i fucili. Vengono oppresse. Vengono intimidite dai signori della guerra, dai terroristi, dai criminali. Le armi possono causare molti danni. Sono la causa di molto stress.</p>
<p>Allora perché sto qui davanti a voi con quest'arma? Perché ho scelto questo fucile come mio strumento? Oggi ve lo voglio spiegare. Oggi vi voglio spiegare perché ho scelto questo fucile per creare un mondo migliore. Vi voglio dire in che modo questo fucile può essere utile.</p>
<p>La mia storia ha inizio nella città di Nijmegen, nella parte orientale dell'Olanda, la città in cui sono nato. Mio padre era un fornaio molto indaffarato, ma al ritorno dal lavoro spesso raccontava delle storie a me e mio fratello. E spesso mi raccontava la storia che adesso condividerò con voi. La storia di quello che gli era capitato quando era militare di leva nell'esercito olandese all'inizio della seconda guerra mondiale. I nazisti avevano invaso l'Olanda. Il loro bieco obiettivo era evidente. Volevano dominare con la repressione. La diplomazia non era riuscita a fermare i tedeschi. Rimaneva solo la forza bruta. Era la nostra ultima risorsa. E mio padre era in grado di farlo.</p>
<p>Essendo il figlio di un contadino che se ne intendeva di caccia, mio padre era un ottimo tiratore. Quando prendeva la mira non sbagliava un colpo. In questo momento decisivo della storia olandese mio padre si trovava sulla riva del fiume Waal presso la città di Nijmegen. Poteva prendere di mira i soldati tedeschi che venivano ad occupare un paese libero, il suo paese, il nostro paese. Fece fuoco. Non successe niente. Sparò di nuovo. Nessun tedesco cadde a terra. Mio padre aveva un vecchio fucile che non andava oltre la riva opposta. Le truppe di Hitler continuavano l'avanzata, e non c'era niente che mio padre potesse farci. Fino al momento della sua morte si portò dietro la frustrazione per i colpi mancati. Avrebbe potuto fare qualcosa. Ma con un vecchio fucile, nemmeno il tiratore migliore dell'esercito avrebbe potuto colpire il bersaglio. Questa storia mi aveva colpito.</p>
<p>Poi alle superiori ero preso dalle storie dei soldati delle forze alleate -- soldati che avevano lasciato la sicurezza delle loro case e rischiavano la vita per la liberazione di nazioni e popoli che nemmeno conoscevano. Essi liberarono la mia città. Fu allora che decisi che avrei imbracciato un fucile -- per il rispetto e la gratitudine verso gli uomini e le donne che erano venuti a liberarci -- per la consapevolezza che a volte solo il fucile può presidiare il confine tra il bene e il male.</p>
<p>Ecco perché ho scelto le armi -- non per sparare, non per uccidere, non per distruggere, ma per fermare i malvagi, per proteggere i deboli, per difendere i valori della democrazia, per difendere la libertà che abbiamo oggi di parlare qui ad Amsterdam su come possiamo rendere il mondo un luogo migliore.</p>
<p>Signore e signori, non mi trovo qui oggi per parlarvi della gloria delle armi. Le armi non mi piacciono. E se vi è mai capitato di ritrovarvi sotto tiro, capite ancora più chiaramente che un'arma non è uno strumento virile di cui vantarsi. Sono qui oggi per dirvi come un'arma può essere uno strumento di pace e stabilità. Forse uno degli strumenti più importanti di pace e stabilità di cui disponiamo al mondo.</p>
<p>Forse vi sembrerà contraddittorio. Ma non solo l'ho sperimentato personalmente durante le mie missioni in Libano, a Sarajevo, e a livello nazionale come Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, ma questo è dimostrato anche da freddi dati statistici. La violenza è diminuita drasticamente negli ultimi 500 anni. Malgrado le immagini che vediamo quotidianamente nei media, le guerre tra nazioni sviluppate sono un ricordo del passato. Il tasso di omicidi in Europa è calato di circa di 30 volte dai tempi del Medio Evo. E i casi di guerra civile e di repressione sono diminuiti dalla fine della Guerra Fredda. Le statistiche mostrano che stiamo vivendo in un'era relativamente pacifica.</p>
<p>Perché? Perché è diminuita la violenza? L'umanità ha cambiato parere? Beh, stamattina si parlava della mente umana. Abbiamo perso i nostri impulsi animaleschi di vendetta, di rituali violenti, di violenza fine a se stessa? O c'è dell'altro? Nel suo ultimo libro un professore di Harvard, Steven Pinker -- e molti altri pensatori prima di lui -- concludono che una delle ragioni principali che porta a società meno violente è la diffusione degli stati costituzionali e l'introduzione su vasta scala del monopolio statale sull'uso legittimizzato della violenza -- legittimizzato da un governo eletto democraticamente, legittimizzato da controlli reciproci e da un sistema giudiziario indipendente. In altre parole, un monopolio di stato che mantiene l'uso della violenza sotto stretto controllo.</p>
<p>Questo tipo di monopolio serve, innanzitutto, a rassicurare. Rimuove l'incentivo per una corsa agli armamenti tra gruppi potenzialmente ostili della nostra società. In secondo luogo, l'esistenza di sanzioni per chi fa uso della violenza lavora a favore della stabilità. Astenersi dalla violenza diventa più conveniente che intraprendere una guerra. Ora, la non violenza comincia a funzionare come un volano. Promuove ancora di più la pace. Dove non ci sono conflitti fiorisce il commercio. E il commercio è un altro incentivo importante contro la violenza. Con il commercio si crea una reciproca interdipendenza e ci guadagnano tutti. E se ci guadagnano tutti, tutti capiscono che sarebbero più le perdite che i guadagni se si cominciasse una guerra. Semplicemente, la guerra non è più l'opzione migliore, ed ecco perché la violenza è diminuita.</p>
<p>Questo, signore e signori, è il motivo per cui esistono le forze armate. Le forze armate garantiscono il monopolio di stato della violenza. Lo facciamo in modo legittimo solo perché la nostra democrazia ci ha chiesto di farlo. È questo uso legittimo e controllato delle armi che ha contribuito in larga misura a migliorare le statistiche di guerra, conflitti e violenza in tutto il mondo. È la partecipazione alle missioni di pace che ha portato alla risoluzione di molte guerre civili. I miei soldati usano le armi come strumento di pace.</p>
<p>Ed è proprio per questo che gli stati falliti sono così pericolosi. Gli stati falliti non usano la forza legittimamente né la controllano democraticamente. Gli stati falliti non sanno usare le armi come strumento di pace e stabilità. Ecco perché degli stati falliti possono trascinare un'intera regione nel caos e nel conflitto. Ecco perché diffondere il concetto di stato costituzionale è un aspetto così importante delle nostre missioni estere. Ecco perché stiamo cercando di realizzare un sistema giudiziario proprio ora in Afghanistan. Ecco perché addestriamo la polizia, i giudici, i pubblici ministeri in tutto il mondo. Ed ecco perché -- e in Olanda noi siamo unici in questo -- ecco perché la costituzione olandese dichiara che uno dei compiti principali delle forze armate è la difesa e la promozione delle leggi internazionali.</p>
<p>Signore e signori, guardando questo fucile pensiamo al lato oscuro del genere umano. Ogni giorno la mia speranza è che i politici, i diplomatici, i lavoratori umanitari possano trasformare i conflitti in pace e la minaccia in speranza. E io spero che un giorno gli eserciti possano essere sciolti e che gli uomini trovino il modo di vivere insieme senza violenza e oppressione. Ma fino a quel giorno, dovremo fare in modo di bilanciare ideali e fallimenti umani. Fino a quel giorno, la penserò come mio padre che aveva cercato di sparare ai Nazisti con un vecchio fucile. Difenderò i miei uomini e le mie donne che sono pronti a rischiare la vita per un mondo meno violento, per tutti noi. Starò dalla parte di questa soldatessa che ha perso parzialmente l'udito e ha riportato danni permanenti alla gamba, colpita da un razzo durante una missione in Afghanistan.</p>
<p>Signore e signori, fino al giorno in cui potremo fare a meno delle armi, spero che concorderemo che pace e stabilità non si ottengono gratis. Ci vuole un duro lavoro, che spesso non si vede. Ci vogliono un buon equipaggiamento e soldati ben addestrati e motivati. Spero che condividiate lo sforzo delle nostre forze armate per addestrare soldati come questo giovane capitano ed equipaggiarli con armi efficaci, invece del vecchio fucile che fu dato a mio padre. Spero che sosteniate i nostri soldati quando si trovano in misisone, quando tornano a casa e quando sono feriti e hanno bisogno delle nostre cure. Mettono le loro vite a repentaglio per noi, per voi, e non possiamo voltar loro le spalle.</p>
<p>Spero che rispettiate i miei soldati, questo soldato con il fucile. Perché vuole un mondo migliore. Perché contribuisce attivamente alla creazione di un mondo migliore, proprio come tutti voi.</p>
<p>Molte grazie.</p>
<p>(Applausi)</p>
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  <pubDate>Sat, 18 Feb 2012 14:55:39 +0100</pubDate>
  <link>http://www.ted.com/talks/lang/en/mikko_hypponen_three_types_of_online_attack.html</link>
  <title><![CDATA[Mikko Hypponen: Three types of online attack]]></title>
  <description><![CDATA[<br />
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  <guid isPermaLink='true'>http://www.noelab.com/medias/view/23665/mikko-hypponen-tre-tipi-di-attacchi-informatici</guid>
  <pubDate>Sat, 18 Feb 2012 14:55:25 +0100</pubDate>
  <link>http://www.ted.com/talks/lang/it/mikko_hypponen_three_types_of_online_attack.html</link>
  <title><![CDATA[Mikko Hypponen: Tre tipi di attacchi informatici]]></title>
  <description><![CDATA[<p>Trascrizione integrale del testo :<br />
Negli anni '80 nella Germania comunista, se possedevi una macchina da scrivere dovevi registrarla obbligatoriamente. Dovevi registrare un foglio di testo battuto con quella macchina. In questo modo il governo poteva risalire al suo autore. Se avessero trovato un foglio dattiloscritto con frasi non idonee, avrebbero potuto identificare il suo autore. In Occidente non potevamo capire come fosse possibile limitare in quel modo la libertà di espressione. Non lo avremmo mai permesso nei nostri paesi.</p>
<p>Ma oggi, nel 2011, se comprate una stampante laser a colori presso uno qualsiasi dei maggiori distributori e ne stampate una pagina, la pagina avrà dei puntini gialli, stampati su ogni singola pagina secondo uno schema che rende la pagina unica per voi e per la stampante. Questo accade oggi. E sembra che a nessuno importi niente. Questo è un esempio di come i nostri governi stiano usando la tecnologia contro di noi, i cittadini. Questa è una delle tre fonti dei problemi online di oggi.</p>
<p>Se diamo uno sguardo a ciò che sta succedendo nel mondo online, possiamo raggruppare gli attacchi in base a chi li effettua. Ci sono tre gruppi principali. Abbiamo i criminali online. Qui, per esempio, c'è il Sig. Dimitry Golubov dalla città di Kiev in Ucraina. E le ragioni dei criminali online sono facili da capire. Questa gente fa soldi. Usano gli attacchi online per fare soldi, ma proprio tanti. Abbiamo di fatto diversi casi di milionari online, multimilionari, che si sono arricchiti con i loro attacchi. Questo è Vladimir Tsastsin da Tartu in Estonia. Questo è Alfred Gonzalez. Stephen Watt. Questo è Bjorn Sundin. Qui abbiamo Matthew Anderson, Tariq Al-Daour e così via.</p>
<p>Questa gente fa fortuna online, ma lo fanno in modo illegale facendo uso di espedienti come i trojan bancari per rubare soldi dai nostri conti bancari, mentre facciamo operazioni online, o facendo uso di keylogger per rubare i dati delle nostre carte di credito quando facciamo acquisti online su un computer infettato. I servizi segreti Statunitensi, due mesi fa, hanno congelato il conto svizzero del Sig. Sam Jain che vedete qui, e sul conto c'erano 14,9 milioni di dollari americani quando lo hanno bloccato. Il Sig. Jain stesso è a piede libero; nessuno sa dove si trovi. E io vi dico che già oggi è sempre più probabile per ognuno di noi diventare vittima di un reato online, piuttosto che di un reato non virtuale. Ed è ovvio che sarà sempre peggio. In futuro la maggior parte dei reati avverrà online.</p>
<p>Il secondo maggiore gruppo di attacchi a cui assistiamo oggi non è motivato da denaro. Sono motivati da altro -- dalla protesta, da un'opinione, o solo per farsi due risate. Gruppi come Anonymous si sono messi in evidenza negli ultimi 12 mesi e sono tra i principali artefici degli attacchi online.</p>
<p>Questi sono i 3 principali autori di attacchi informatici: criminali che lo fanno per soldi, 'hacktivisti' come Anonymous che lo fanno per protesta, ma gli ultimi sono alcuni stati nazionali, sono i loro governi a condurre gli attacchi. E poi abbiamo casi come quello di DigiNotar. Questo è un primo esempio di ciò che succede quando i governi attaccano i propri cittadini. DigiNotar è un'autorità di certificazione olandese -- o, meglio, lo era. Stava andando in bancarotta lo scorso autunno dopo l'attacco di alcuni hacker. Erano entrati nel sistema e l'avevano violato completamente. La scorsa settimana, durante un meeting con rappresentanti del governo olandese, ho chiesto a uno dei leader del gruppo se ritenesse plausibile che qualcuno morisse in seguito al caso DigiNotar. La risposta è stata 'sì'.</p>
<p>Ma com'è possibile morire a causa di una violazione informatica? Beh, la DigiNotar è un'autorità di certificazione. Vendono certificati. A cosa serve un certificato? Vi serve un certificato se avete un sito 'https', con protocollo di sicurezza SSL, tipo Gmail. Ora noi tutti, o quasi, usiamo Gmail o software simili, ma questi servizi sono particolarmente popolari negli stati totalitari come l'Iran, in cui i dissidenti usano servizi stranieri come Gmail perché sanno che sono più affidabili dei servizi locali e i contenuti sono crittografati con connessioni SSL, per cui il governo locale non può mettere il naso nelle loro discussioni. Ma lo potrebbe fare se violassero una C.A. straniera ed emettessero certificati fasulli. Ed è proprio quello che è successo nel caso DigiNotar.</p>
<p>E che dire della Primavera Araba e di tutto ciò che è successo, ad esempio, in Egitto? Bene, in Egitto i rivoltosi hanno depredato le sedi della polizia segreta egiziana nell'aprile 2011, e negli edifici hanno trovato moltissima documentazione. Tra i documenti c'era un raccoglitore con scritto "FINFISHER". Conteneva delle annotazioni di una società con sede in Germania che aveva venduto al governo egiziano una serie di strumenti per l'intercettazione -- e su vasta scala -- di tutte le comunicazioni dei propri cittadini. Hanno venduto questi strumenti per 280mila Euro al governo egiziano. La sede della società è proprio lì.</p>
<p>Dunque dei governi occidentali stanno fornendo ad alcuni governi totalitari i mezzi per contrastare i propri cittadini. Ma i governi occidentali danneggiano anche se stessi. Ad esempio, in Germania, solo un paio di settimane fa, è stato identificato lo Scuinst Trojan, un trojan usato dai governanti tedeschi per indagare sui propri cittadini. Se fate parte di una lista di indagati, beh, è ovvio, il vostro telefono verrà messo sotto controllo. Ma oggi vanno oltre. Entreranno nel vostro collegamento a Internet. Faranno perfino uso di strumenti come Scuinst Trojan per infettare il vostro PC con un trojan, che consentirà loro di rintracciare tutte le vostre comunicazioni, ascoltare le vostre conversazioni online, raccogliere le vostre password.</p>
<p>Ora, se pensiamo bene a questi fatti, la risposta ovvia della gente dovrebbe essere "D'accordo, non sembra corretto, ma non mi riguarda perché osservo la legge. Perché dovrei essere preoccupato? Non ho nulla da nascondere". È un'osservazione senza senso. Parliamo di privacy. Il diritto alla privacy non si discute. Non si tratta di scegliere tra privacy e sicurezza. Ma tra libertà e controllo. E anche se potremmo fidarci dei nostri governanti adesso, nel 2011, ogni diritto a cui rinunciamo lo perdiamo per sempre. E possiamo dire di avere cieca fiducia in ogni governo futuro, qualsiasi forma di governo da qui a 50 anni? Queste sono le domande che dovremmo porci per i prossimi 50 anni.</p>
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